Specialità Umbre: Come Riconoscerle e Usarle
Un prodotto tipico appartiene a un territorio: nasce lì. Una specialità è quel prodotto diventato riconoscibile al punto da meritare una regola scritta che ne definisce la produzione, come una DOCG, una IGP o un Presidio Slow Food. Non tutto ciò che è umbro è automaticamente una specialità: lo diventa quando qualcuno ha deciso che vale la pena proteggerlo con un disciplinare.
Cosa certifica davvero un Presidio Slow Food
Un Presidio Slow Food non è una certificazione ufficiale come DOP o IGP: è assegnato da un comitato scientifico interno a Slow Food, nato nel 1999 per proteggere piccole produzioni a rischio di scomparire per via dell'agricoltura industriale. Il disciplinare di un presidio è spesso più rigido di quello di una DOP, e richiede una comunità di produttori, non un singolo, che rispetta regole condivise. La fagiolina del Trasimeno è un presidio Slow Food per questo motivo: non solo perché è umbra, ma perché un gruppo di produttori ha accettato di coltivarla secondo un metodo preciso per evitare che sparisse.
Quando aprire cosa
Le specialità umbre hanno spesso un momento preciso in cui si usano. L'amaro al tartufo si beve a fine pasto, come digestivo. Il pecorino giovane, con noci o pere, apre un aperitivo, quello di fossa o con fichi chiude un pasto importante. La fagiolina del Trasimeno è la base di un primo, non un contorno. Il tartufo o il miele sono spesso scelti come regalo, perché si conservano e non richiedono di essere consumati subito.
WonderUmbria seleziona queste specialità insieme al resto della guida ai prodotti tipici umbri e le vende online in tutta Italia.
