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Visitare Montefalco: le cantine da non perdere

23 luglio 2026

Montefalco si visita in una giornata, ma capirlo davvero richiede di entrare in almeno una cantina. Il territorio è piccolo, le aziende sono a pochi minuti di macchina l'una dall'altra e dal borgo medievale, e ognuna racconta un pezzo diverso della storia del Sagrantino. Ecco tre tappe verificate, cosa aspettarsi da ciascuna, altre etichette della zona da conoscere, e come organizzare la visita.

Indice

Un territorio piccolo, da vivere con calma

Il disciplinare di Montefalco copre un'area di poche centinaia di ettari, tra il comune di Montefalco e parte di Bevagna, Giano dell'Umbria, Gualdo Cattaneo e Castel Ritaldi: lo raccontiamo più nel dettaglio nel nostro approfondimento sul terroir. In pratica vuol dire che si può visitare più di una cantina nella stessa giornata senza passare ore in macchina. Quasi tutte richiedono prenotazione, anche solo per la visita guidata, quindi conviene organizzarsi con qualche giorno di anticipo, soprattutto nei weekend di primavera ed estate.

Arnaldo Caprai: dove è nato il Sagrantino moderno

È la cantina che ha portato il Sagrantino secco al successo internazionale a partire dai primi anni Settanta, una storia che raccontiamo per intero nel nostro articolo su secco e passito. Oggi propone diversi format di visita: il Tour&Food, circa 35 euro a persona, comprende la visita alla barricaia e una degustazione guidata di tre etichette in enoteca abbinata a salumi e formaggi umbri. Chi cerca un punto di vista in più può prenotare la Terrazza Monte della Torre, che affaccia direttamente sui vigneti e sul borgo di Montefalco. La cantina organizza anche eventi stagionali aperti al pubblico: Cantine Aperte l'ultimo weekend di maggio, Calici di Stelle nelle notti di San Lorenzo ad agosto, tour dedicati alla vendemmia a settembre.

Antonelli San Marco: la cantina interrata nel cuore della DOCG

Di proprietà della stessa famiglia dal 1883, con una conversione integrale al biologico certificato dal 2009, Antonelli ha una cantina completamente interrata sotto l'antica casa padronale, costruita per la vinificazione a caduta: l'uva pigiata scende nei fermentini per gravità, senza bisogno di pompe. La visita guidata costa 10 euro a persona, mentre le degustazioni vanno da tre etichette con bruschetta all'olio fino a una verticale di quattro annate di Sagrantino DOCG per chi vuole capire come evolve nel tempo. In abbinamento propongono salumi e formaggi della propria produzione, e per chi vuole allungare la giornata offrono anche la caccia al tartufo nel bosco della tenuta.

Tenuta Castelbuono: il vino dentro una scultura

La famiglia Lunelli, la stessa di Ferrari Trento, ha acquistato la tenuta nel 2001, affascinata dalla potenza del Sagrantino dopo decenni di spumanti in Trentino. Il primo Sagrantino è uscito nel 2003, seguito l'anno dopo dal Montefalco Rosso. Ma è la cantina stessa il motivo per cui vale la visita: il Carapace, firmato dallo scultore Arnaldo Pomodoro e inaugurato nel 2012, ha la forma di un guscio di tartaruga ed è insieme edificio funzionale e opera d'arte. La visita guidata dura circa un'ora, tra il racconto del progetto architettonico e le pratiche di vinificazione, e si chiude con la degustazione dei vini della tenuta: il Sagrantino DOCG "Carapace", il Rosso Riserva "Lampante" e "Ziggurat". Sulla differenza tra queste denominazioni, e su cosa significa per il bicchiere, torniamo nel nostro confronto tra DOCG e DOC.

Altre cantine della zona, da conoscere in bottiglia

Il comprensorio conta una quarantina di aziende, e non tutte sono attrezzate per l'accoglienza turistica: molte restano realtà familiari di piccole dimensioni, più concentrate sulla vigna che sulle visite guidate. Vale comunque la pena conoscerle in bottiglia. Villa Mongalli firma il cru Della Cima, uno dei Sagrantino DOCG più strutturati della selezione. Milziade Antano produce sia il Sagrantino DOCG sia un Montefalco Rosso più di pronta beva. Lungarotti, la storica cantina di Torgiano, coltiva anche a Montefalco, con un Sagrantino e una Rosso Riserva che portano la stessa cura dei rossi più noti dell'azienda. Paolo Bea è tra i nomi che hanno contribuito a fondare il movimento del vino naturale italiano: il suo Pagliaro è uno dei Sagrantino più ricercati della denominazione. Tabarrini ha visto il suo Bisbetico Domato selezionato da Wine Spectator per OperaWine 2024, tra i migliori rossi italiani dell'anno. Tenute Bellafonte propone il Sagrantino Collenottolo e il Rosso Pomontino. Fattoria Colsanto completa la lista con un Sagrantino e un Montefalco Rosso più accessibili. E naturalmente Scacciadiavoli, di cui abbiamo già raccontato la storia sia nel nostro approfondimento sul terroir sia nell'articolo su secco e passito.

Quando andare, e come organizzare la visita

Per chi vuole unire la visita a un evento, tre date fisse tornano ogni anno nella zona: l'ultimo weekend di maggio per Cantine Aperte, la notte di San Lorenzo ad agosto per Calici di Stelle, e settembre per i tour legati alla vendemmia. Fuori da questi eventi, meglio pianificare una o al massimo due cantine per giornata: tra spostamenti, visita guidata e degustazione, ogni tappa richiede più tempo di quanto sembri, ed è un'esperienza che merita di essere vissuta senza fretta. Se invece il tempo per un tour organizzato non c'è, o si vuole solo assaggiare senza prenotare in anticipo, i vini di queste stesse cantine e di molte altre sono già selezionati nella nostra enoteca a Torgiano, dove si può scegliere con calma tra un calice al bancone o una bottiglia da portare via.

Tutte le etichette raccontate in questo articolo sono nella nostra selezione di vini di Montefalco.